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Le linee guida e le raccomandazioni per le lavorazioni di legatoria - C Standard di Legatoria - TAGA doc. 10, definiscono la plastificazione come segue: "La plastificazione è un'operazione di protezione e nobilitazione dello stampato che consiste nell'accoppiare tramite incollatura un film trasparente lucido o opaco ad una o ad entrambe le superfici del foglio stampato". A questa definizione possiamo aggiungere che il film applicato al supporto aumenta la grammatura e la resistenza meccanica alla rottura per trazione, flessione e per torsione.
La plastificazione permette di prevenire eventuali screpolature sia del supporto che dell'inchiostro su di esso stampato in fase di piegatura; questo in linea teorica in quanto, nel caso in cui ci fossero perplessità è consigliato procedere ad una prova onde evitare errori con conseguenti contestazioni. Il film plastico può avere diversi spessori, di conseguenza occorre conoscere, consultando l'apposita scheda tecnica, quale sia il tipo di film ottimale che s¡ intende utilizzare per quel determinato stampato in funzione delle sue caratteristiche e del suo uso.
Le carte che hanno una struttura superficiale microporosa, liscia ed uniforme (carte patinate lucide ed opache) sono quelle che maggiormente si prestano a questa fase di lavorazione in quanto offrono una superficie di contatto ottimale. Sono da evitare carte non patinate e quelle macroporose se non si conoscono i risultati poichè il rischio è quello di vedere un graduale ed indesiderato distacco parziale del film.
La plastificazione può essere eseguita con diversi tipi di film aventi una struttura superficiale diversa tra loro, per esempio: lucida, opaca, perlescente, iridescente, opaca antigraffio, colorata, metallizzata, olografica, telata e goffrata. Inoltre il film plastico può essere applicato utilizzando principalmente uno dei seguenti metodi e tecnologie: - plastificazione con adesivo a base acquosa;
- plastificazione con adesivo a base poliuretanica;
- plastificazione a caldo (con adesivo termoattivabile, preventivamente applicato sul film).
La lamina di plastica che viene applicata in modo aderente sul foglio determina una variazione cromatica del foglio precedentemente stampato. Questo è dovuto principalmente allo strato trasparente della plastica stessa, la quale provoca un mutamento del percorso della luce che colpisce il foglio: prima direttamente sul foglio stampato e dopo la plastificazione, attraverso il film plastico.
Di conseguenza l'effetto cromatico visivo che si ottiene è determinato fondamentalmente dal comportamento e dalla reazione dei seguenti elementi:
- tipo di film plastico utilizzato (opacità e trasparenza)
- struttura superficiale
- spessore
- tecnologia con il quale viene applicato il film plastico
- tipo e quantità di adesivo
- tipo di supporto
- tipo di inchiostro (caratteristiche colorimetriche, tiro,viscosità, trasparenza, pigmentazione, ecc¡)
- macchina da stampa
- sequenza di stampa
- condizioni di stampabilità (tessuto gommato, lastra, soluzione di bagnatura, ecc¡)
- elementi di stampabilità: rapporto fra grafismo (parte stampante) e contrografismo (parte non stampante).
Tutto questo non è sufficiente; infatti per ottenere un risultato sicuro, ottimale e ripetitivo è indispensabile conoscere i valori densitometrici e spettrofotometrici con i quali abbiamo stampato. Risulta evidente che, osservando e confrontando attentamente un foglio stampato non plastificato con uno stesso foglio plastificato, la plastificazione influisce in modo determinante sia sul suo aspetto generale che sulla resa cromatica dello stampato. La seconda osservazione è che, considerando l'aspetto precedente, prima di procedere nella realizzazione della fase di plastificazione è bene conoscere quali saranno le variazioni cromatiche in funzione sia del tipo di plastificazione che delle condizioni di stampabilità dello stampato da plastificare.
LE OPERAZIONI SVOLTE

Per valutare le variazioni cromatiche che la plastificazione determina è stata utilizzata la seguente procedura:
1. La prima operazione svolta è stata quella di verificare se le copie da utilizzare per la prova avevano la stessa densità di stampa. Verificato questo ho osservato che, se pur minime, si riscontravano alcune differenze di densità; pertanto ho ritenuto indispensabile chiedere di plastificare in sequenza le copie tenendo scrupolosamente insieme le due copie da utilizzare per effettuare le misurazioni e successivamente compararle;
2. Il supporto utilizzato per la stampa, successivamente plastificato, è carta patinata lucida da 170 g/m2, gli inchiostri per quadricromia Scala Europa e la sequenza di stampa: N, C, M, G;
3. Il film plastico utilizzato è il Velvet dry (polipropilene biorientato termoadesivo opaco), spessore 28 micron (15 micron film e 13 micron adesivo), opacità (film di base) 82%;
4. Le impostazioni dello spettrofotometro sono state eseguite secondo le norme ISO 12647 - C 2 (Fonte luminosa D50; Angolo di visione 2°; No filtri Polarizzati);
5. Per il densitometro: Status E con filtri polarizzati; azzeramento sul bianco carta;
6. Prima di eseguire le misurazioni è stata verificata la calibrazione degli strumenti;
7. Le misurazioni sono state effettuate con un foglio nero sottostante al foglio misurato;
8. I fogli utilizzati per eseguire le misurazioni sono stati prelevati in sequenza e, contemporaneamente, uno di questi è stato plastificato; il tutto per avere i due fogli stampati nelle stesse condizioni al fine di poterli confrontare nel modo ottimale; 9. I valori presi come riferimento sono stati quelli rilevati sul supporto stampato privo di lavorazioni superficiali. Sono stati rilevati i valori colorimetrici L*a*b* di Ciano (100%, 80%, 50%, 30%), Magenta (100%, 80%, 50%, 30%), Giallo (100%, 80%, 50%, 30%), Nero (100%, 80%, 50%, 30%), Rosso, Verde, Blu, C+M+G e del Bianco carta (vedi tabella "Valori di riferimento rilevati sul foglio SENZA LAVORAZIONI SUPERFICIALI").
10. Sono stati rilevati i rispettivi valori sul foglio stampato con plastificazione ed è stato rilevato il Delta E L*a*b*;
11. È stato eseguito il grafico dei valori rilevati inerenti la CHIAREZZA L*;
12. In funzione dei valori e dei grafici sono state eseguite le considerazioni di seguito riportate;
13. Il Contrasto di stampa K è stato rilevato sull'elemento dell'80%.

LE PROPRIETA' DEL FILM

Conoscere le proprietà fisiche, meccaniche, termiche e ottiche del film da utilizzare è fondamentale al fine di effettuare la scelta idonea per quel determinato tipo di stampato. Lo scopo della plastificazione è quello di abbellire e di proteggere lo stampato. Spesso accade che il risultato non è quello che ci si aspettava. Può succedere che le immagini con il film plastico assumano una dominante cromatica non prevista che, invece di abbellire, si ottenga il risultato opposto, cercando successivamente di riparare un risultato cromatico quando non c'è più nulla da fare.
La misura dell'opacità fornisce indicazioni della torpidità; maggiore è il valore dell'opacità, più "torbido" è il film.
Il valore "Trasparenza" è la proprietà di un corpo di lasciar passare la luce, all'aumentare del valore dell'opacità, diminuisce la Trasparenza. Quindi entrambi i test valutano la stessa proprietà del film. Nel campo dei film plastici biorientati è più usato il test dell' "opacità"; alcuni riportano sulle schede entrambi i valori ma può verificarsi che il controllo qualità ne effettui uno solo.
La brillantezza misura la quantità di luce riflessa specularmente da una superficie; dipende dalla levigatezza superficiale e dall'indice di rifrazione dei due mezzi (nel nostro caso l'aria e il film) e si definisce, matematicamente, come il rapporto (detto fattore di lucidezza) tra il flusso della luce riflessa dalla superficie in esame ed il flusso riflesso da una superficie di riferimento (in genere una piastrella di vetro nero). Si esprime in percentuale. Gli angoli di illuminazione e di osservazione sono ben specifici a seconda della natura delle superfici ed uguali tra loro.
Leggendo attentamente quanto sopra scritto in merito alla trasparenza, opacità, torpidità e brillantezza, è facile comprendere come sia la luce l'elemento primario che entra in gioco e di conseguenza considerando il comportamento della stessa in funzione di una sua variazione, è bene conoscerne, per quanto possibile quale sarà il risultato.

CONFRONTIAMO LA CHIAREZZA L*

I valori rilevati e visivamente confrontabili nel grafico mettono in evidenza un comportamento diversificato in relazione al colore preso in esame. Per esempio per quanto concerne il bianco carta, la chiarezza diminuisce con la plastificazione pur se in modo minimo, mentre nel nero aumenta in modo evidente.
BIANCO CARTA (senza lavorazione superficiali): L*95,76
BIANCO CARTA (con plastificazione): L*94,77
NERO 100% (senza lavorazione superficiali): L*19,2
NERO 100% (con plastificazione): L*23,52
Nei colori scuri (Nero, Blu e C+M+G) la tendenza con la plastificazione è nell'aumento mentre tende a diminuire nei colori più chiari. La chiarezza nei pieni tende ad essere leggermente superiore, mentre diminuisce nelle zone retinate (30%; 50%; 80%).
Questa condizione fa supporre ed evidenzia che l'influenza della plastificazione sulla cromaticità di un'immagine non è simile in tutte le percentuali ed in particolare tra pieni e retinati; di conseguenza ogni immagine può avere variazioni cromatiche che, nell'insieme, possono diversificarsi fra loro.

CONFRONTO TRA SATURAZIONE C* E TINTA h°

Anche nella saturazione abbiamo un comportamento diverso tra i valori sui pieni (risultano meno saturi), invertendosi invece nelle zone retinate (30%; 50%; 80%).
Significativa la saturazione rilevata sul blu al 100% (Delta C* -7,39) rispetto a quella di riferimento del giallo con copertura superficiale al 50% (Delta C* +10,22).
In merito alla TINTA h°, questa resta assai stabile salvo che nel caso del rosso 100% e nelle coperture superficiali del Magenta (30%; 50%; 80%).
Un elemento molto importante risulta essere, anche nel caso specifico, quello del bilanciamento cromatico, poichè racchiude in sè molteplici elementi che indicano una variazione cromatica immediata, sia visibile che misurabile. Inoltre questo elemento permette di verificare colorimetricamente su quali colori intervenire al fine di mantenere un giusto equilibrio cromatico dei grigi per una corretta condizione di stampa.
In ultima analisi ritengo che l'elemento del Bilanciamento Cromatico sia di valido ed immediato aiuto per l'operatore, poichè permette all'istante di verificare le componenti che determinano la qualità dello stampato.
La seconda parte di questo approfondimento tecnico è disponibile cliccando qui
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