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Uno studio TAGA Italia per la qualità nella stampa laser a colori
Pubblichiamo un’anticipazione dell’analisi presentata da Carlo Balestrini alla 61° conferenza annuale di TAGA. Uno studio che ha come scopo quello di ottenere un elevato e controllato livello di ripetibilità di riproduzione del colore sui sistemi di stampa laser. [Pubblicato su Rassegna Grafica 6 - aprile 2009]

“Increasing Colour Management Accuracy on Electro Photographic Technology”, questo è il titolo dello studio presentato da Carlo Balestrini, consigliere di TAGA Italia, alla 61° conferenza annuale di TAGA tenutasi a New Orleans dal 15 al 18 marzo 2009.
Lo studio, condotto sui 28 sistemi di stampa digitale Canon imagePRESSC1 installati presso RCS, trae spunto dall’esperienza del laboratorio di sperimentazione allestito per la selezione del sistema di stampa digitale da inserire. Carlo Balestrini, in collaborazione con Alessandro Mambretti, consulente di stampa digitale e membro di TAGA Italia, Gianmario Poloni, product specialist di Canon Italia, e Andrea Facchinelli, esperto di statistica e docente presso l’Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche di Trento, hanno condotto questo studio con lo scopo di ottenere un elevato e controllato livello di ripetibilità di riproduzione del colore sui sistemi laser. Senza avere l’ambizione di ottenere subito un sistema validabile di “prove colore”, lo studio si pone l’obiettivo di avere un sistema di “bozze” ad alta qualità che possa rappresentare un bridge tra la “bozza colore” e la “prova contrattuale”, di provare a verificare un sistema ottimizzato utile a raggiungere delle bozze e, forse un giorno, un buon grado di affidabilità per realizzare anche “prove contrattuali”.

L’obiettivo dello studio . 

Lo studio analizza sia le condizioni che influiscono sulla ripetibilità e sia le metodologie di misurazione utilizzate. Manutenzione, condizioni ambientali controllate, tecniche di misurazione, sono delle variabili che nella tecnologia laser hanno una notevole rilevanza e sono necessariamente da controllare con accortezza per poter ottenere dei risultati ottimali. Non farlo può creare delle difficoltà nella creazione dei profili e nella gestione del colore, rendendo di fatto critico individuare il motivo di anomalie. Il problema di misurare e riprodurre in modo ripetibile il colore vale per tutti i sistemi, dai monitor fino alle macchine da stampa offset o rotooffset. Pur essendo molto preciso, il campionamento fatto con uno strumento di misurazione dà un riscontro numerico di un’area molto ridotta e, basandosi sul grado di uniformità del sistema, questo può non essere sufficiente per descrivere uno spazio colore rappresentativo. Per superare questa situazione occorrerebbe aumentare il numero di campionamenti.
Queste sono le premesse da cui sono partiti per realizzare uno screening statistico molto articolato delle misurazioni, e i grafici ottenuti sono una parte importante dell’analisi volta a mostrare quante volte occorre ripetere le misurazioni del colore per ottenere risultati ottimali, o sufficienti a rientrare nelle tolleranze volute.

Variabili in gioco . 

In merito al grado di uniformità hanno posto l’attenzione su due variabili principali: l’uniformità spaziale sull’intera superficie del foglio e un’uniformità temporale rispetto alla tiratura o la stabilità del sistema nel tempo. Queste sono variabili molto importanti che devono essere valutate sistema per sistema prima di impegnarsi a creare un profilo colore. La Canon imagePRESS C1 ha già incorporata la funzione di “shading correction”, unica macchina sul mercato ad avere questa funzione in grado di correggere ottimizzare le curve di calibrazione. Nello studio hanno lavorato per renderla maggiormente accurata estendendo la misurazione a tutta la superficie del foglio; per farlo è stata definita una procedura ben distinta dagli altri step del flusso creando una nuova chart di misurazione. Anche per le procedure di calibrazione e per la creazione dei profili colore sono state create nuove chart che prevedono un maggior numero di campionamento di misurazione per ognuno dei quattro colori di stampa (ad esempio è stato riprodotto un file IT8/7.4 ripetuto quattro volte con distribuzione casuale delle patch su tre fogli di stampa) ed il risultato è una caratterizzazione del sistema di stampa più accurata e maggiormente rappresentativa. Questo modo di operare è stato necessario proprio per poter ottenere valori ottimali statistici e permettere una migliore attendibilità e accuratezza nella riproduzione del colore su questi sistemi, per poterli così assimilare alle tecnologie inkjet.
Lo studio ha considerato anche la ricerca del miglior riscontro strumentale, conducendo i test utilizzando differenti sistemi di profilazione, tra cui ProfileMaker, i1ProcessControl, Binuscan, basICColor, Devil, Alwan e Oris Color Tuner e oltre alla applicazione dei flussi standard sono state fatte prove di abbinamento tra sistemi diversi con curve di calibrazione basate sul bilanciamento dei complementari.

www.taga.it

 

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