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Assemblea Generale Ucima 2007
Fatturato in rialzo ed esportazioni in crescita per i costruttori di macchine per il packaging
Fatturato delle aziende in crescita del 5% rispetto al 2006, incremento della quota di export vicino all’8% - con valore superiore ai 3 miliardi di euro - , saldo attivo della bilancia commerciale in aumento e pari a 2,7 miliardi, flessione della domanda interna in attenuazione e pari al –4,2%, aumento delle importazioni del 14%. Questi dati, elaborati dall’ufficio studi di Ucima sintetizzano l’andamento economico del comparto italiano delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio.
L’ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI
«Siamo reduci da un 2006 che ci ha dato molte soddisfazioni e, al tempo stesso, ha fornito una serie di segnali sullo scenario competitivo e sulle direttrici lungo le quali far sviluppare il nostro settore e la nostra attività». Con queste parole, dopo il rigoroso saluto introduttivo, l’Ing. Giovanni Caffarelli ha aperto i lavori, della parte pubblica, dell’annuale Assemblea Generale dei Soci di Ucima, svoltasi il 12 luglio scorso nella cornice bolognese di Villa Scarani.
Ucima è l’associazione che rappresenta i costruttori italiani di macchine automatiche per l'imballaggio e il confezionamento e, come da tradizione, il meeting annuale di inizio estate è stata l'occasione per fare il punto della situazione, non solo sull’attività svolta dall’Associazione in seguito alla riorganizzazione di inizio anno ma anche sull’andamento generale del settore in Italia.
EXPORT A QUOTA 92%
È senza dubbio positivo il bilancio generale presentato da Caffarelli, relativo al 2006, e nel corso della sua relazione il Presidente ha dato, inoltre, anticipazioni sull’andamento del primo trimestre 2007. Prima di tutto continua è la crescita del settore: il fatturato delle aziende (pari a 3.276 milioni di euro) ha registrato, nel 2006, un incremento del 5,0 % a valori correnti rispetto al 2005, pari ad una crescita in termini reali del 3,0 %. I buoni risultati sono dovuti, soprattutto, all'andamento delle esportazioni, che hanno fatto registrare un incremento dell’7,9% rispetto al 2005. Il volume delle esportazioni ha raggiunto per la prima volta i 3 miliardi di euro, grazie alle opportunità offerte dai paesi emergenti, in particolare quelli extra UE (diventati il secondo mercato di sbocco dopo quelli dell'UE, superando l'Asia). Anche le esportazioni verso l'Unione Europea, sono tornate a crescere, facendo registrare un +13,5% verso la Francia e un +18,2% verso la Germania.
Complessivamente la quota di produzione destinata alle esportazioni rispetto al fatturato è vicina al 92%.
La capacità di penetrazione dei mercati esteri che contraddistingue il settore già da numerosi anni ha portato nel 2006 il saldo attivo della bilancia commerciale a 2,7 miliardi di euro, facendo segnare per il secondo anno consecutivo il valore record degli ultimi decenni. «Questi dati ci permettono di affermare con orgoglio che il settore delle macchine automatiche per l'imballaggio e il confezionamento, contribuisce per oltre un quinto all'attivo della meccanica strumentale italiana», così ha dichiarato l'Ing. Caffarelli.
IL TEMA DEL CONFRONTO
Nella sua relazione il Presidente ha inoltre espresso considerazioni sul futuro dell’associazione. L’obiettivo, a breve termine, di Ucima sarà quello di rafforzarsi nella capacità di rappresentare tutti gli attori della filiera del packaging. «È un obiettivo ambizioso, che va perseguito con determinazione perché sempre più la sfera dei nostri interessi si interseca con quella dei nostri terzisti, dei produttori di materiali, dei fornitori di servizi e di tutti gli altri che, confrontandosi quotidianamente con noi, ci aiutano a crescere ed a migliorare. Con loro dobbiamo essere capaci di fare fronte comune per avere una sola voce ed obiettivi condivisi».
Questa strategia rientra nel più ampio tema del confronto, che Ucima ha deciso di affrontare relazionandosi con le associazioni che rappresentano i più forti e temibili concorrenti dell’Italia: Germania e Stati Uniti. Testimonianza di questo è stato il meeting internazionale, tenutosi a Napoli all’inizio di giugno, che ha visto confrontarsi i rappresentanti di Ucima con quelli dell’associazione americana PMMI.
In conclusione, alla luce dei dati economici presentati, secondo il Presidente si possono ricavare tre possibili indicazioni:
- aumentare l’esaltazione delle eccellenze e delle peculiarità del modo di fare business italiano perché è in gioco la scommessa per il futuro;
- continuare a confrontarsi con i fattori di cambiamento;
- aver sempre presente che la competizione è dura e selettiva anche perché non si può retrocedere dalla posizione di eccellenza su cui i costruttori italiani si sono attestati.
POSITIVE ANTICIPAZIONI
Prima di congedarsi dall’auditorio, e cedere la parola all’ospite d’onore Guido Corbetta, membro dell’AIdAF, e docente presso l’Università Bocconi di Milano, che ha trattato un tema di grande attualità nel panorama industriale italiano: “le sfide che devono affrontare le aziende per garantire la continuità nei processi di transizione e sviluppo in un’epoca di cambiamenti ed allargamento dei mercati”, il Presidente di Ucima ha dato alcune anticipazioni sull’andamento economico nei primi mesi del 2007.
L’indagine trimestrale di Ucima evidenzia una crescita dell’indice del fatturato di sei punti rispetto al medesimo periodo del 2006, registrando così il valore d’indice record per un primo trimestre da quando è partita l’indagine. Ulteriori buone notizie per i primi mesi del 2007 sono la ripresa degli ordini interni e la crescita dell’indice relativo al carnet degli ordini che si attesta a 5,3 mesi di produzione assicurata contro i 4,7 dell’ultimo trimestre 2006.
I lavori si sono chiusi con una cena conviviale durante la quale, all’insegna dell’autentico spirito associativo, si è proseguita la discussione sui temi introdotti in Assemblea.
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