|
I PLUS |
|
|
|
GLI OPERATORI |
|
|
IL CATALOGO FORNITURE |
|
|
I SERVIZI |
|
|
LE ISTITUZIONI |
|
|
LE NEWS |
|
|
|
|
|
|
|
|
 |

|

|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| Nei ricordi d’infanzia delle persone che hanno superato gli “anta” non c’è la mamma che prepara “sofficini”, “bastoncini del capitano” o qualche “salto in padella”. In un momento ci si rende conto di quanta strada abbiano fatto gli alimenti surgelati. Non c’è un carrello della spesa che non abbia sempre almeno un surgelato. |
|
 |
|
| |
“La conservazione degli alimenti a bassissime temperature risale alle notte dei tempi. Gli Inuit erano da sempre abituati a porre pesce e carne in grandi barili di acqua salata che ghiacciava velocemente alle fredde temperature dell’Artico.
Ghiacciaie e neviere erano in uso anche in Italia; famosa quella della Villa Reale a Monza, e ancor più celebre la grande ghiacciaia naturale - detta “giazzera” - di Moncodeno, sul versante settentrionale del Grignone.
Fu poi la volta di Clarence Birdseye, l'americano che a partire dal 1916 brevettò le principali tecniche di surgelamento industriale per alimenti. Birdseye fu ispirato proprio dagli Inuit mentre si trovava in Canada, a commerciare pellicce.
Ne derivò la realizzazione di ampi frigoriferi capaci di portare grandi quantità di alimenti a temperature di circa - 25 °C, in tempi brevissimi. Grazie a questa tecnologia e alla crescente disponibilità della catena del freddo si arriva agli attuali surgelati che, se mantenuti ad una temperatura minima di - 18 °C, possono essere conservati per tempi molto lunghi custodendo intatte le caratteristiche organolettiche e di freschezza dei prodotti.
|
|
| |
| |
 |
|
|
|