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I PERCORSI Prodotti innovativi e packaging accattivanti contribuiscono alla crescita del mercato degli alimenti per animali. Un settore il cui confezionamento sta rapidamente cambiando e che spesso fa leva su corde emozionali e valori che, per molti aspetti, s’ispirano ai canoni utilizzati per gli imballaggi dei prodotti per la prima infanzia. |
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“Mangiano troppo, spesso fuori pasto, fanno poco movimento e accusano malattie riconducibili all'obesità. Sembra il ritratto dell'italiano medio ed è invece quello dell’animale domestico medio, che come il padrone ha talora qualche chilo di troppo.
I giorni in cui al cane o al gatto si destinavano gli avanzi della cena sono ormai un lontano ricordo. Le cure e le attenzioni riservate ai beniamini di casa superano di gran lunga l’igiene ed il piano vaccinale e si estendono all’alimentazione. Per praticità, per sicurezza o per “amore“ si è propensi a sborsare somme rilevanti in pet food tanto è vero che, nonostante la crisi economica, nel 2007 gli italiani hanno speso 450 milioni di euro in cibo per cani e 669 milioni in cibo per i gatti.
A grandi linee le categorie di riferimento sono quattro: alimenti umidi confezionati con tecniche e tipologie d’imballaggio equiparabili a quelli delle conserve per umani; alimenti semiumidi (15 - 30% di umidità); alimenti secchi (estrusi, espansi, bocconcini cotti e disidratati, mix di bocconcini e fiocchi) ed infine alimenti complementari (barrette di cereali, snack, ossa di pelle) che contengono principi nutritivi utili a mantenere sano l’animale in alcune delicate fasi del suo ciclo di vitale (cucciolo, maturità ecc.).
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