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I PERCORSI Perso l’originario carattere di stagionalità ed eccezionalità, gli acquisti di gelato evolvono; con l’affermarsi di nuovi stili di vita, cambiano le motivazioni del consumo e le pezzature. Molte le novità: dai materiali a ridotto impatto ambientale, alla logistica resa più facile da terminali in grado di lavorare in condizioni estreme. |
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Il packaging di un gelato, sia esso per un monodose o per un grande formato da 1 kg acquistato per il consumo casalingo o la condivisione, deve saper comunicare l’idea di gusto, qualità ed affidabilità. Chi produce imballaggi per l’industria del gelato sa di dover fornire un packaging con un forte impatto visivo ed un alto grado di novità, ma è altrettanto conscio di dover rispondere alle esigenze tecniche di un’industria che confeziona e subito dopo stabilizza e conserva il prodotto a bassissime temperature.
Per confezionare i mono dose rettangolari (stecco, barretta, sandwich ecc.), da proporre in astucci in cartoncino formato famiglia, si utilizzano materiali relativamente semplici: carta kraft politenata calandrata o monofilm in OPP (bianco espanso o metallizzato) con saldante a freddo. Per i monodose venduti al bar o acquistabili dalle vending machines ci si affida a strutture leggermente più complesse come PET/PE, OPP trasparente/bianco/metallizzato + cold-seal ed ancora OPP + OPPmet + cold seal. Gli incarti per coni sono prevalentemente in accoppiato alluminio/carta. Il materiale è stampato a registro fino a 11 colori e fustellato per ricavare delle basi triangolari avviate all’arrotolamento sulle rollatrici, all’incollatura e al confezionamento per la consegna del prodotto al cliente. Lo stesso fornitore provvede anche alla stampa, al taglio e alla consegna dei coperchi in cartoncino.
Quanto ai materiali per coppette, cestelli, barattoli e vaschette c’è solo l’imbarazzo della scelta: si passa dalla classica carta politenata al più “giovane” PS cristal trasparente, neutro o colorato; altrettanto diffuso è il PP deep-freeze grade. Degni di nota i molti sistemi antieffrazione applicati in modo da segnalare l’apertura ma da non compromettere la richiusura della confezione. La stampa diretta e l’applicazione delle etichette sono spesso sostituite dall’in – mould. Crescono anche le proposte di contenitori biodegradabili e compostabili realizzati con cartoncino acquistato da cartiere attente alla gestione delle risorse naturali (foreste, consumi di acqua e di energia) e con bio polimeri ricavati con cicli di produzione a ridotto impatto ambientale.
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