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| Grazie ad una nuova attraente
immagine, le conserve vegetali
stanno vivendo una seconda
giovinezza. Dopo qualche
stagione difficile, dovuta
soprattutto ad un crescente
orientamento dei
consumatori verso i prodotti
freschi, il mercato sembra
infatti in ripresa. Il segreto di questo inaspettato
successo? Soluzioni e tecnologie di imballaggio
in grado di garantire praticità ed appeal a scaffale. |
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Se al problema della conservazione dei prodotti
rispondono le collaudate tecniche di trattamento
termico, meno facile è rinnovare l’immagine
di una categoria merceologica spesso percepita
come “scorta” da tenere in dispensa per i casi
di emergenza.
Dopo anni di stasi le aziende hanno deciso di controbattere
alla bassa impulsivita' di questo mercato
con il più classico degli strumenti di marketing: attirare
l’attenzione del potenziale
cliente ricorrendo all’innovazione
declinata in
termini di accattivante
assortimento, di imballaggi
innovativi o di
imballaggi classici valorizzati
da nuove funzionalita'.
Cercando di svincolarsi
dalla tradizionale
immagine del barattolo
a tre pezzi, il
settore ha proposto
le verdure in pratici
poliaccoppiati simili a
quelli utilizzati per il latte
a lunga conservazione e le
“insalate” di riso e di tonno in
vaschette monodose in materiale multistrato.
Il vetro da parte sua perde il peso ma non appeal e
praticita': le nuove e svariate forme di vasetti per conserve,
chiusi con capsule twist off, oltre a garantire
la sicurezza del prodotto, danno vita ad una confezione
accattivante per il consumatore,dove la trasparenza
gratifica l’occhio curioso a valutare visivamente
ciò che sta acquistando. Riutilizzare il vasetto per
altri scopi o riavviarlo alla raccolta differenziata è un
gradito vantaggio. Ma il settore degli imballaggi
metallici non è rimasto a guardare; si è rinnovato e
non poco. Dopo le lattine DRD a due pezzi con easy
open, le necked – in, e quelle con coperchio pelabile
che all’apertura non lascia margini taglienti, il nuovo
segue due precisi sentieri: forma del contenitore e
miglioramento della sua fruibilita' rendendolo idoneo
alla cottura nel microonde.
Tra le forme innovative emerge quella della lattina
lenticolare utilizzata per contraddistinguere alcune
linee di prodotti “salutistici” di cui si voleva sottolineare
non solo il gusto ma anche il particolare valore
nutrizionale. Nuova anche l’idea di sostituire le etichette con delle
sleeve atte a far risaltare il prodotto sullo scaffale.
Quanto al microonde una recente ricerca condotta
dall’autorevole Fraunhofer Institute ha dimostrato
che, a differenza di quanto normalmente si pensa, i
contenitori metallici purché di forma bombata e con
imboccatura larga possono essere scaldati nel
microonde. Il tempo necessario a raggiungere la
temperatura richiesta è un po’ più lungo ma il riscaldamento
è più uniforme e questo è un certamente
punto a favore della sicurezza igienica dell’ alimento
così trattato.
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