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I PERCORSI Ogni mamma sceglie con la massima cura gli ingredienti per la ” pappa” del proprio bambino. I produttori di alimenti per la prima infanzia lo sanno e hanno conquistato la fiducia dei neogenitori puntando su genuinità, ricerca, tracciabilità e sostenibilità. Gli imballaggi dei baby food seguono la medesima logica. |
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In Italia il mercato degli alimenti per bambini da 0 a 3 anni vale oltre 800 milioni di euro ripartiti tra tantissime tipologie di prodotti: formule per lattanti, latti di proseguimento, farine lattee, omogeneizzati, liofilizzati, prime pappe, pastine, succhi, nettari, biscotti, tisane e molto altro ancora.
Sono tra le vivande a maggior rischio igienico e nutrizionale e probabilmente per questo restano una delle ultime roccaforti dei prodotti di marca. I tempi stringenti della vita quotidiana obbligano chi si occupa di neonati ad affidarsi al cibo preconfezionato senza peraltro rinunciare alle rassicurazioni sulla salubrità e sulle caratteristiche nutrizionali di quanto somministrato ai più piccini.
I produttori intensificano i controlli sull’intera filiera e hanno da tempo iniziato a produrre, in proprio, materie prime appositamente studiate per la nutrizione infantile. I leader del settore isolano terreni dedicati ai pascoli e campi destinati alla produzione di ortaggi e cereali privi di possibili rischi di contaminazioni e rispettosi del consumatore e dell’ambiente. Da rilevare, come elemento di ulteriore rassicurazione la proposta di intere linee di prodotti biologici ed, in tempi più recenti, di piatti pronti surgelati che riprendono passo passo le classiche preparazioni casalinghe.
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