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I PERCORSI Ogni mamma sceglie con la massima cura gli ingredienti per la ” pappa” del proprio bambino. I produttori di alimenti per la prima infanzia lo sanno e hanno conquistato la fiducia dei neogenitori puntando su genuinità, ricerca, tracciabilità e sostenibilità. Gli imballaggi dei baby food seguono la medesima logica. |
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"La confezione che accompagna il baby food è percepita come indicatore della qualità e della genuinità del contenuto.
Le vendite salgono quando l’imballaggio primario e secondario trasmettono un segnale di freschezza, igiene e rispetto per l’ambiente.
Gli omogeneizzati sono prodotti riducendo la frutta o la carne in microparticelle trattate in modo da lasciare inalterate le proprietà nutritive iniziali pur rendendo l’alimento digeribile anche per un bambino di pochi mesi. La tradizione li vuole confezionati in vetro, materiale che nell’immaginario comune è ritenuto sicuro perché inerte e sterilizzabile e perché la sua trasparenza permette al consumatore di verificare visivamente le qualità del contenuto.
Oltre Oceano si sta però affermando un nuovo trend, lo scorso anno alcuni famosi marchi hanno cominciato a sostituire i classici vasetti con delle vaschette di plastica bistrato (polistirene/polietilene), che oltre a garantire la necessaria shelf life tengono in considerazione le esigenze di ergonomicità espresse dai consumatori e le problematiche di carattere ambientale.
La forma squadrata rende la confezione più maneggevole e stabile qualora vi si appoggi un cucchiaino, è inoltre facilmente richiudibile. In questi casi la sterilizzazione lascia il posto al riempimento asettico.
Vi sono inoltre esempi di omogeneizzati proposti in pouches stand up sterilizzabili. Prevalgono le composizioni PET/ PET copolimero/ PP cast da cui si ottengono buste, resistenti, richiudibili, con un ampio spazio per la comunicazione ludica e di servizio. Gli alimenti in polvere sono confezionati nei classici sacchetti inseriti in astucci di cartoncino, in barattoli metallici e più recentemente in barattoli compositi, in cartoncino rigido spiralato con un liner alta barriera che protegge il prodotto da umidità, ossigeno e odori, mantenendo intatti aroma e sapore. L’imballo secondario è scelto in relazione al prodotto e alla natura della confezione primaria, alle necessità commerciali e distributive.
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