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| Come possono nuovi materiali, macchine ad elevata flessibilita' e sistemi di automazione influire sugli sviluppi di un mercato specifico? Ecco un panorama aggiornato sulle ultime tecnologie coinvolte nella filiera di confezionamento del caffe', dal dosaggio al fine linea. |
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“Nero come il
d i a v o l o ,
caldo come
l’inferno, puro come un angelo
e dolce come l’amore”, ecco come il celebre diplomatico francese Charles
- Maurice de Talleyrand-Périgord descriveva un buon caffe'. Oggi la scelta
si e' certamente ampliata: meglio la macchinetta automatica o la caffettiera
francese? Il caffe' macinato o quello in grani? Bollente o freddo?
Lungo o ristretto? Ed ancora meglio, l’espresso,
il caffe' macchiato, o il mocaccino?
La pianta del caffe' e' la Coffea, le cui
piccole bacche verdi maturando assumono
un colore rosso acceso. I chicchi
sono estratti dal frutto e con un
processo lungo ed elaborato sono
selezionati, trattati, miscelati ed infine
tostati e macinati. Le specie di Coffea piu'
coltivate e commercializzate sono due: Arabica e
Canephora, alias Robusta.
L’Arabica cresce ad alta quota e le sue varietŕ (Moka, Bourbon, Catuai,
Maragogype) costutiscono i tre quarti della produzione mondiale. Il caffe'
ricavato dall’Arabica e' corposo, leggermente acido, molto aromatico, con
un contenuto di caffeina compreso tra 1,1 e 1,7%.
La Robusta e' piu' resistente, cresce in pianura e richiede meno attenzioni;
il suo infuso e' corposo, poco profumato, astringente, ha un gusto amaro
persistente ed un contenuto di caffeina compreso tra il 2 e il 4%.
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