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Come possono nuovi materiali, macchine ad elevata flessibilita' e sistemi di automazione influire sugli sviluppi di un mercato specifico? Ecco un panorama aggiornato sulle ultime tecnologie coinvolte nella filiera di confezionamento del caffe', dal dosaggio al fine linea.
 
Caffe' in grani, macinato, solubile, liofiolizzato: a ciascuna di queste offerte corrispondono confezioni con proprieta' diverse, scelte e talvolta appositamente progettate per garantire la massima tutela del contenuto.
La durabilita' del caffe' confezionato dipende infatti dalla capacita' dell’imballaggio di trattenere le sostanze volatili di partenza e di impedire i cambiamenti chimici, accellerati dall’umidita' e dall'assorbimento di ossigeno. I materiali e le modalita' di confezionamento variano sia in funzione degli elementi distintivi del prodotto da proteggere, sia in funzione delle abitudini di acquisto e di consumo del mercato di destinazione.
L’offerta tradizionale per il consumo domestico comprende tre tecniche di confezionamento: sacchetti o barattoli chiusi in presenza di aria, con una garanzia di shelf life di circa tre mesi; sacchetti o barattoli con l’impiego del vuoto, o in cui la sottrazione di aria e' compensata con gas inerte; ed infine barattoli di metallo sottovuoto a compensazione pressurizzata, una soluzione che consente, previa l’integrita' della confezione, di prolungare la shelf - life fino a tre anni.
Nella scelta del materiale per confezionare il caffe', soprattutto se in grani, e' necessario considerare la permeabilita' all’umidita' e all’ossigeno, la capacita' di trattenere i componenti aromatici, la resistenza ai grassi qualora il grano fosse ancora oleoso.
Il caffe' tostato venduto in grani rilascia CO2, le confezioni devono pertanto permettere l’ uscita del gas prodotto.
Le soluzioni piu' diffuse variano da sistemi molto semplici, per esempio praticare alcuni piccoli fori sotto la sigillatura del pacco, a tecniche piu' complesse come valvole di degasazione unidirezionali che permettono l’uscita dei gas generati nella confezione ed impediscono l’entrata dell’aria. Il caffe' e' un prodotto “ maturo “ e il suo appeal passa anche attraverso l’innovazione del packaging. Tra i progetti piu' interessanti dell’ultimo periodo spiccano le buste stand up sagomate corredate di zipper di richiusura, le cialde monodose declinate nelle forme e nei colori piu' diversi e soprattutto gli stick pack per il caffe' solubile. Le aziende, sempre attente alle innovazioni e al saving, hanno subito intuito le potenzialita' di quest’ ultima soluzione: il risparmio di materiale di confezionamento e' tangibile - 45% rispetto alle classiche bustine quadrate o rettangolari.
I consumatori scelgono lo stick pack per la naturale praticita' (in tasca o nel portafoglio, non comporta fastidi), contiene la dose corretta, e' facile da aprire, assicura che la confezione non sia stata manomessa e che il prodotto abbia mantenuto le sue preziose caratteristiche.
Il punto vendita li apprezza per la semplice versatilita'; può esporli singolarmente e favorire l’acquisto d’impulso, oppure vendere i multipack, di solito astucci in cartoncino, per una scorta sempre a portata di mano.  
 
 
 

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