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“I Percorsi” e' un'iniziativa editoriale di Rassegna dell’Imballaggio e del portale www.print-pack.it che prevede una serie di servizi speciali progettati per offrire al lettore un panorama aggiornato sulle ultime tecnologie dell’intera filiera di confezionamento di uno specifico prodotto.
All’interno delle categorie “Materiali ed imballaggi”, “Macchine per il confezionamento” e “Etichettatura, fine linea e logistica” è possibile trovare le diverse soluzioni dedicate al settore protagonista del "Percorso", accompagnate da alcune proposte fornite dalle aziende che hanno deciso di aderire a questa iniziativa.
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IL PERCORSO DEL GELATO Pubblicato su RI 2, febbraio 2010
C’è chi, con aria un po’ snob, dichiara di acquistare solo gelato artigianale preparato con ingredienti freschi e caratteristici del territorio, ma molti votano per il gelato industriale, meglio se confezionato in monodose. Persone particolarmente attente alla salute ad esempio apprezzano l’igiene garantita dalla confezione sigillata e gradiscono le informazioni nutrizionali riportate in etichetta.....
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IL PERCORSO DI CARAMELLE E SNACK Pubblicato su RI 15, novembre 2009
Riuscire a resistere ad alcune “dolci tentazioni” e' difficile.
Ecco perché all’interno del variegato mondo dei prodotti alimentari le caramelle e gli snack di vario genere risultano essere tra i prodotti più ricercati.
Cioccolatini, biscotti, barrette, caramelle, chewing gum, lecca-lecca ecc. servono a rompere il digiuno, a prendersi una pausa, ad alleviare un momento di particolare stress....
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IL PERCORSO DELLA BIRRA Pubblicato su RI 12, settembre 2009
Diverse fonti concordano nell’affermare che il 64% degli adulti italiani consuma birra. Si è passati dai 13 litri pro capite della metà degli anni ’70 ai 31,3 litri del 2007. È certamente poco rispetto ai 130 della Germania ed agli 80 della media europea, ma è comunque il segnale che qualche cosa sta cambiando. Lo testimonia anche il proliferare dei marchi: erano 86 nel 2000 ed oggi sono saliti ad oltre 200....
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IL PERCORSO DELLA PASTA SECCA E DEL RISO Pubblicato su RI 10/11, luglio 2009
Parlare di pasta secca e di riso equivale a discutere di grandi numeri; in Italia il consumo annuo pro capite di riso supera i 5,4 kg, mentre il consumo di pasta secca supera abbondantemente i 28 kg, con una frequenza media d’utilizzo di 4,8 volte a settimana.
Il 92,7% dei volumi è costituito da pasta secca di semola, il 6,8% da pasta all’uovo e lo 0,5% da pasta secca ripiena.
Dal 2007 l’aumento di prezzo del grano duro ha condizionato la struttura dei costi d’approvvigionamento delle imprese, ma non ha influenzato più di tanto i consumi. Pasta e riso sono, infatti, rimasti i prodotti base più economici nell’area dei primi piatti...
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IL PERCORSO DEI PRODOTTI PER L'IGIENE DELLA CASA Pubblicato su RI 9, maggio 2009
Il mercato dei prodotti per la pulizia e la cura della casa vale circa sei miliardi di euro e rappresenta il 10% del grocery. Le grandi marche mantengono una buona vitalità grazie al brand e al vissuto nel consumatore; complice la fase congiunturale sono in ascesa i prodotti cosiddetti unbranded che basano la loro forza sulla grande convenienza data dal prezzo. Il mercato dei prodotti per il lavaggio è per oltre il 75% costituito da prodotti liquidi, per il 24% da polveri e il restante 0,5% da saponi solidi o a scaglie. Nel 2001, la quota dei prodotti liquidi era del 66%....
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IL PERCORSO DELLE BEVANDE E DEI SUCCHI DI FRUTTA Pubblicato su RI 3, Febbraio 2009
Per la legge italiana, la categoria succhi comprende tre macro famiglie: succhi al 100%, nettari di frutta (ottenuti aggiungendo acqua e zucchero o miele alla purea di frutta), bevande a base di frutta con un contenuto di frutta minimo del 12% (nei prodotti in commercio in genere supera il 30%), composti di una o più varietà mixate. Dal 2004 è consentita l’aggiunta di vitamine e sali minerali senza obbligo d’autorizzazioni o notifiche alle Autorità Competenti. E’ nata così la categoria dei succhi funzionali arricchiti d’acido ascorbico, betacarotene, fibre, cereali e sali minerali (magnesio e calcio)...
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IL PERCORSO DEL BABY FOOD Pubblicato su RI 1, Gennaio 2009
In Italia il mercato degli alimenti per bambini da 0 a 3 anni vale oltre 800 milioni di euro ripartiti tra tantissime tipologie di prodotti: formule per lattanti, latti di proseguimento, farine lattee, omogeneizzati, liofilizzati, prime pappe, pastine, succhi, nettari, biscotti, tisane e molto altro ancora. Sono tra le vivande a maggior rischio igienico e nutrizionale e probabilmente per questo restano una delle ultime roccaforti dei prodotti di marca. I tempi stringenti della vita quotidiana obbligano chi si occupa di neonati ad affidarsi al cibo preconfezionato senza peraltro rinunciare alle rassicurazioni sulla salubrità e sulle caratteristiche nutrizionali di quanto somministrato ai più piccini...
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IL PERCORSO DELLE ACQUE MINERALI Pubblicato su RI 16, Novembre 2008
“Elemento indispensabile per la vita e la salute, l'acqua presiede a molte funzioni del nostro organismo: regola la temperatura corporea, idrata i tessuti, facilita i processi di trasporto e di assorbimento delle sostanze nutritive, favorisce la diuresi. Il mercato dell’acqua è in continua evoluzione, così come il complesso apparato legislativo che lo regola. Il legislatore distingue tra acqua minerale, acqua potabile, acqua da tavola e acqua di sorgente. Premesso che tutte le acque potabili contengono sali, la legge considera "minerali" quelle che originando da una falda sotterranea, hanno caratteristiche igieniche ineccepibili e proprietà favorevoli alla salute. Le acque “minerali” devono essere imbottigliate così come sgorgano e l'unico trattamento ammesso è l’eventuale aggiunta d’anidride carbonica. Gli italiani sono i maggiori produttori e consumatori al mondo di acqua “confezionata”. Molti attribuiscono il successo dell’acqua in bottiglia all'invadenza delle campagne pubblicitarie, tanto convincenti da far preferire l'acqua minerale a quella domestica a prescindere dalle capacità di reddito. I produttori sanno però che questo non è abbastanza e che l’offerta deve essere completata con certificazioni, sostenibilità e prezzi corretti. A concretizzare questi concetti sono chiamati gli imballaggi cui aspetta il compito di informare e di dare carattere e personalità al marchio.
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Il percorso del "PET FOOD" Pubblicato su RI 14, Ottobre 2008
Mangiano troppo, spesso fuori pasto, fanno poco movimento e accusano malattie riconducibili all'obesità. Sembra il ritratto dell'italiano medio ed è invece quello dell’animale domestico medio, che come il padrone ha talora qualche chilo di troppo. I giorni in cui al cane o al gatto si destinavano gli avanzi della cena sono ormai un lontano ricordo. Le cure e le attenzioni riservate ai beniamini di casa superano di gran lunga l’igiene ed il piano vaccinale e si estendono all’alimentazione. Per praticità, per sicurezza o per “amore“ si è propensi a sborsare somme rilevanti in pet food tanto è vero che, nonostante la crisi economica, nel 2007 gli italiani hanno speso 450 milioni di euro in cibo per cani e 669 milioni in cibo per i gatti. A grandi linee le categorie di riferimento sono quattro: alimenti umidi confezionati con tecniche e tipologie d’imballaggio equiparabili a quelli delle conserve per umani; alimenti semiumidi (15 - 30% di umidità); alimenti secchi (estrusi, espansi, bocconcini cotti e disidratati, mix di bocconcini e fiocchi) ed infine alimenti complementari (barrette di cereali, snack, ossa di pelle) che contengono principi nutritivi utili a mantenere sano l’animale in alcune delicate fasi del suo ciclo di vitale (cucciolo, maturità ecc.).
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IL PERCORSO DEI PRODOTTI PER L’IGIENE DELLA PERSONA Pubblicato su RI 13, Ottobre 2008
“La cura del corpo è una delle pratiche più antiche; è probabilmente il primo bene voluttuario che l’uomo si è concesso. Gli ingredienti per i prodotti di bellezza dell’antichità si trovavano solo in natura, alcuni erano talmente tossici che oggi sarebbero improponibili al moderno consumatore. Si faceva uso di impasti a base di cenere, erbe aromatiche, mercurio, piombo, burro rancido, olio di oliva, e così via. Le antiche civiltà classiche portarono però ad un progressivo declino della scienza della bellezza; bisogna attendere il XIX e XX secolo per osservare la rinascita della cultura della cura della persona.
Con l'inizio del XX secolo, cresce la consapevolezza del proprio corpo. In quel periodo assistiamo allo sviluppo di grandi gruppi industriali e di marchi che ancora oggi riempiono gli scaffali dei nostri negozi. Sfogliando le riviste dei primi del ‘900 si notano le pubblicità delle prime confezioni industriali di prodotti di bellezza. Le creme per le mani o per il viso erano in barattoli di metallo, shampoo o brillantine in flaconi di vetro, dentifrici e paste in tubetti metallici.
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IL PERCORSO DELLA CARNE PROCESSATA Pubblicato su RI 11, Luglio 2008
“Le popolazioni primitive erano nomadi e dedite alla pastorizia. Questo modo di vivere prevedeva continui spostamenti ed il ciclico sfruttamento di aree vergini. Il successivo divenire stanziali ha rivoluzionato il modo di procurarsi il cibo e di conservarlo.
L’aumento della popolazione e la stagionalità delle produzioni agricole hanno determinato lo sviluppo di ingegnose tecniche di conservazione: salatura, affumicatura, stagionatura ecc.
L’attuale industria conserviera deve molto a quest’evoluzione ed oggi il mercato delle carni processate - e dei salumi in particolare - è uno dei primi segmenti del comparto alimentare in termini di dimensioni e di numerosità di aziende e di operatori. La vendita al consumo delle carni processate è in buona parte al banco e se nella vendita assistita il consumatore si affida prevalentemente al consiglio del gestore, nel preconfezionato le aziende puntano soprattutto su strategie di brand positioning e innovazione nelle modalità di confezionamento.
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IL PERCORSO DEI SURGELATI Pubblicato su RI 9, Maggio 2008
“La conservazione degli alimenti a bassissime temperature risale alle notte dei tempi. Gli Inuit erano da sempre abituati a porre pesce e carne in grandi barili di acqua salata che ghiacciava velocemente alle fredde temperature dell’Artico.
Ghiacciaie e neviere erano in uso anche in Italia; famosa quella della Villa Reale a Monza, e ancor più celebre la grande ghiacciaia naturale - detta “giazzera” - di Moncodeno, sul versante settentrionale del Grignone.
Fu poi la volta di Clarence Birdseye, l'americano che a partire dal 1916 brevettò le principali tecniche di surgelamento industriale per alimenti. Birdseye fu ispirato proprio dagli Inuit mentre si trovava in Canada, a commerciare pellicce.
Ne derivò la realizzazione di ampi frigoriferi capaci di portare grandi quantità di alimenti a temperature di circa - 25 °C, in tempi brevissimi.
Grazie a questa tecnologia e alla crescente disponibilità della catena del freddo si arriva agli attuali surgelati che, se mantenuti ad una temperatura minima di - 18 °C, possono essere conservati per tempi molto lunghi custodendo intatte le caratteristiche organolettiche e di freschezza dei prodotti.
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IL PERCORSO DELLE CONSERVE VEGETALI Pubblicato su RI 3, Febbraio 2008
“Il comparto alimentare attraversa oggi un periodo speciale, cambia volto e si ridefinisce, si assesta su binari paralleli alle nuove esigenze dei classici, moderni e occasionali consumatori. La percezione del nuovo modo di intendere la spesa e il consumo di alimenti è visibile attraverso comuni indicatori; notizie da radio e tv, cartelloni spasmodici nel centro delle città,in ufficio quando navighi in internet, ed infine trovare poi ciò che ti serve, e che è stato suggerito ai tuoi occhi alle tue orecchie al tuo naso alle tue mani, ma soprattutto al tuo cervello, sugli scaffali del supermercato sotto casa. E’ indubbio, i consumatori cercano alimenti sicuri, di rapida preparazione, confezionati in imballaggi altrettanto pratici. Un passo indietro. Finiva il ‘700 quando Nicolas Appert, scoprì che il far bollire gli alimenti in bottiglie di vetro sigillate permetteva di conservarli molto più a lungo ed era il 1810 quando l’inglese Peter Durand brevettò il primo barattolo metallico per conserve. Da allora le conserve vegetali hanno assicurato la possibilità di avere sempre a portata di mano, anche fuori stagione, frutta e verdura pronte per il consumo, consentendone la conservazione casalinga a temperatura ambiente per lunghi periodi. Campioni di praticità e comodità, le conserve sono tuttora una presenza importante nella cucina degli italiani: il volume delle vendite si aggira intorno alle 126 mila tonnellate e il fatturato annuale sfiora i 200 milioni di euro.
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IL PERCORSO DEL CAFFE' Pubblicato su RI 14, Ottobre 2007
“Nero come il
d i a v o l o ,
caldo come
l’inferno, puro come un angelo
e dolce come l’amore”, ecco come il celebre diplomatico francese Charles
- Maurice de Talleyrand-Périgord descriveva un buon caffe'. Oggi la scelta
si e' certamente ampliata: meglio la macchinetta automatica o la caffettiera
francese? Il caffe' macinato o quello in grani? Bollente o freddo?
Lungo o ristretto? Ed ancora meglio, l’espresso,
il caffe' macchiato, o il mocaccino?
La pianta del caffe' e' la Coffea, le cui
piccole bacche verdi maturando assumono
un colore rosso acceso. I chicchi
sono estratti dal frutto e con un
processo lungo ed elaborato sono
selezionati, trattati, miscelati ed infine
tostati e macinati. Le specie di Coffea piu'
coltivate e commercializzate sono due: Arabica e
Canephora, alias Robusta.
L’Arabica cresce ad alta quota e le sue varietà (Moka, Bourbon, Catuai,
Maragogype) costutiscono i tre quarti della produzione mondiale. Il caffe'
ricavato dall’Arabica e' corposo, leggermente acido, molto aromatico, con
un contenuto di caffeina compreso tra 1,1 e 1,7%.
La Robusta e' piu' resistente, cresce in pianura e richiede meno attenzioni;
il suo infuso e' corposo, poco profumato, astringente, ha un gusto amaro
persistente ed un contenuto di caffeina compreso tra il 2 e il 4%.
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IL PERCORSO DEI PRODOTTI DA FORNO Pubblicato su RI 12, Settembre 2007
Graditi a tutti e indicati in ogni circostanza, i prodotti da forno, dolci e salati, sono tra gli alimenti
più consumati al mondo. In Italia, dopo un breve periodo di stasi, il mercato vede una
vivace concorrenza tra il vastissimo e variegato universo della creazione artigianale e un’altrettanto
forte e diversificata produzione industriale. Tantissime aziende piccole e grandi
sono continuamente alla ricerca d’idee nuove e confacenti alle mutate esigenze di consumo. Nelle
strategie aziendali cresce pertanto l’interesse per la segmentazione dei target e per la conseguente
realizzazione di prodotti speciali. Alla tradizionale ampia suddivisione bambini e adulti, si è aggiunto
un ugualmente significativo frazionamento tra questi ultimi (giovani, anziani, salutisti, appassionati di
eno - gastronomia alla ricerca della tradizione, fasce di popolazione
disponibili ad acquistare prodotti etnici,
e molto altro ancora). Altri principali
driver dell’innovazione di prodotto e
del relativo packaging sono: una rinnovata
esigenza di naturalità e freschezza
(il prodotto deve essere o,
almeno sembrare, fatto in casa e appena
sfornato), una forte attenzione ai
benefici nutrizionali, ed un orientamento
verso confezioni primarie monodose, da
consumare subito, ovunque.
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